Cooperativa Gusto Libero – Libere Dolcezze. Dal carcere ai distributori di snack

Nel carcere minorile nasce una ‘merendina’

Si potrà comprare in un edicola al Colosseo, presto negli ospedali

Ansa: 16-11-2017 – Dopo circa un anno dal suo avvio, è andato in porto il progetto Libere Dolcezze che ha visto l’impegno e la collaborazione dell’Asl Roma1, della Caritas, dell’associazione A24 Onlus, dell’Associazione Amaltea e della Cooperativa Gusto Libero e soprattutto dei giovani detenuti del Carcere Minorile Casal del Marmo di Roma.
Un gruppo di ragazzi è stato coinvolto in un progetto di formazione nel settore della pasticceria che aveva l’obiettivo concreto di far nascere un prodotto che andasse poi commercializzato, in modo da mostrare ai ragazzi come lo studio possa creare reali opportunità nel mondo del lavoro e costituire la base su cui fondare la propria vita una volta fuori dal carcere.
Il progetto si è articolato in più fasi, a partire da un corso di pasticceria tenuto da un maestro pasticciere che ha insegnato tutti i trucchi del mestiere, all’allestimento di un laboratorio, allo sviluppo della ricetta e del packaging per arrivare al prodotto finito.
Libere Dolcezze è un fagottino di pasta sfoglia farcito con due creme, una al latte e una al cioccolato, confezionato in un packaging semplice ma estremamente rappresentativo del prodotto, alla cui ricettazione ha collaborato anche un’azienda del comparto dolciario, la Antonelli, che ha sostenuto i ragazzi nella fasi più delicate del progetto.
Si sta ora sviluppando la distribuzione, partita con un unico punto vendita di grande visibilità: la frequentatissima edicola che si trova davanti al Colosseo. Si sta valutando ora l’ipotesi di vendere gli snack dei ragazzi del carcere minorile anche nei distributori automatici del vicino Ospedale San Filippo.
Un in bocca al lupo ai giovani pasticcieri del Casal di Marmo e ai gestori un invito a provarli nelle loro vending machine!

Progetto Libere Dolcezze

Il progetto Libere Dolcezze, partito a gennaio e che si snoderà per diciotto mesi, si è sviluppato dalla proposta del servizio psicologico dell’istituto. I partner coinvolti sono la Asl Roma1, la Caritas, l’associazione A24 onlus, l’associazione Amaltea, la Cooperativa Gusto Libero. L’obiettivo, oltre a creare un collegamento tra dentro e fuori il carcere, è quello di facilitare l’incontro tra i ragazzi e le realtà produttive locali. Un circuito, insomma, che da “dentro le mura” abbia un seguito all’esterno.

 

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